sabato 9 agosto 2014

la legge dei 2000 ( tecnologie ambientali): Cambia di poco...e restera' sempre valida anche ne...

la legge dei 2000 ( tecnologie ambientali): Cambia di poco...e restera' sempre valida anche ne...: La "personalita' Criminale  ( se la riconosci puoi sopravvivere ) UN ESSERE INCAPACE DI PENSARE AGLI ALTRI INCAPACE DI DETERMI...

giovedì 3 luglio 2014

MAFIA O NON MAFIA QUESTO E' IL PROBLEMA

CronacaEconomiaPoliticaTorino

Tav, la ‘ndrangheta aveva il suo investigatore privato ”con aderenze nella polizia”. E in politica volevano ”far eleggere un Cetto Laqualunque”


arresti-carabinieriNon si spegne l’eco del grande blitz effettuato ieri all’alba dai carabinieri su ordine dell’Antimafia torinese, che ha portato a molti arresti ma che ha pure – a prescindere dalle dichiarazioni che ostentano serenità – destabilizzato parte dei mondi imprenditoriale e politico della regione. Non si spegne, perchè emergono particolari nuovi, alcuni decisamente inquietanti come quello legato a Giovanni Ardis. Costui, investigatore privato, fungeva da “sentinella” per i soggetti coinvolti negli affari mafiosi: li avvisava, li proteggeva, e  - secondo il gip – è un elemento che “acquisisce informazioni riservate circa eventuali investigazioni nei loro confronti (dei boss, ndr)” e “vanta aderenze nell’ambito delle forze di polizia e polizia locale”. Si dice sia in ottimi rapporti col maresciallo dei Carabinieri di Beinasco. Ma anche che un ispettore della Municipale di Torino lo aiutasse a rimuovere le microspie piazzata dagli investigatori.
E sulle ombre di corruzioni tra le forze dell’ordine si innesta il discorso che riguarda quella sulla politica, ovviamente. Le intercettazioni telefoniche mettono in una posizione difficile Domenico Verduci, candidato nel centrosinistra con i Moderati al comune di Grugliasco, e di Antonino Triolo, parimenti in corsa per quello di Bruzolo. Entrambi, pizzicati a cena con alcuni imprenditori mafiosi arrestati ieri mattina, risulteranno poi regolarmente eletti. Uno degli ‘ndranghetisti più interessato a mettere le mani sulla “torta” del Tav, Giovanni Toro, uscendo da uno degli appuntamenti con i due politici dirà “Ci vuole anche qui un Cetto Laqualunque, dobbiamo farne eleggere uno”. E – mentre già riprendono i probabili vandalismi ai danni delle imprese che lavorano sulla Torino-Lione – il movimento NoTav freme di indignazione al pensiero dei quattro arrestati, in carcere da mesi con l’accusa di terrorismo, per avere danneggiato un compressore della Italcoge; già, perchè il titolare della stessa, Ferdinando Lazzaro, risulta pur’egli tra gli indagati (trattasi di smaltimento illeciti di rifiuti all’interno di cave).

Dopo aver fondato il suo giornale nel 2013, la Yakuza, la mafia giapponese, lancia un sito internet, accompagnandolo alla composizione di una propria colonna sonora, una canzone aziendale in stile tradizionale, che parla delle virtù dello spirito Ninkyo, come l’ideale della mascolinità che combatte le ingiustizie e aiuta i più deboli. In un periodo di calo della membership, l’organizzazione criminale del Giappone corre ai ripari e lo fa sfruttando la tecnologia. Il portale web è stato creato dal sesto Yamaguchi-gumi, uno dei clan mafiosi più importanti della Yakuza, che si divide in “cosche” come avviene in Italia. Ma perché la Yakuza può fare tutto questo? La risposta risiede nel fatto che in Giappone, questa organizzazione non è illegale, per quanto operi nel ramo della prostituzione e dell’estorsione. La polizia ha sempre tollerato le loro operazioni, talvolta facendosi corrompere per coprire i gesti più violenti. Nel paese del Sol Levante, i clan della Yakuza sono delle vere e proprie società, con quartieri generali e soci. Tuttavia, i membri sono sempre più in calo; al momento, il numero di adesioni è ai minimi storici, ecco perché stanno nascendo tutte queste iniziative. Già, nel 2013, c’era stata la pubblicazione del magazine dedicato ai soci, che comprendeva anche una pagina della poesia, nonché degli “editoriali” scritti dai capi. Il nome del sito internet, però, non è incentrato sul gruppo Yamaguchi-gumi o sulla Yakuza, ma ha tutt’altro titolo. Tradotto in italiano, infatti, il nome del sito è “La allenza della messa al bando della droga e della purificazione della nazione”. Dalla struttura molto semplice, il sito contiene materiale video, gallerie fotografiche e la storia dell’associazione mafiosa.
Tra i video pubblicati sul sito, uno mostra il pellegrinaggio a un tempio, certamente un’immagine lontana dagli stereotipi sulla mafia giapponese. Eppure, la Yakuza è diversa dalla Mafia italiana. Niente pizzini o arresti dopo anni di latitanza, come avvenuto al boss Bernardo Provenzano. In Giappone, i membri della Yakuza sono visti più come uomini d’affari che come criminali. Inoltre, gli episodi di violenza sono molto meno praticati da questa organizzazione, che non fa stragi o agguati sanguinari. Per i più curiosi, ecco qui il sito internet lanciato dalla Yakuza:
Tatuaggi Yakuza
  • Tatuaggi Yakuza
  • Animale tatuato sul petto
  • Braccia tatuate
  • Demone sull'addome

Ma la Yakuza non è solo crimine, siti internet e magazine, bensì è famosa anche per i particolari tatuaggi che decorano l’intero corpo dei loro membri. I disegni sono i più diversi, ma ci sono dei soggetti più diffusi, come il dragone e la tigre. Nonostante questa tradizione, gli affiliati della Yakuza tengono nascosti i loro tatoo, al punto che pochi giapponesi conoscono questa pratica. Inoltre, in molti luoghi pubblici, come le palestre, in Giappone è vietato l’ingresso alle persone tatuate. Eppure, i tatuaggi Yakuza hanno un fascino che ha travalicato i confini giapponesi e ora si sono diffuse delle imitazioni anche in Occidente.

INUTILE CHE VOI VI STUPIATE!
FRA POCO LE AVREMO TUTTE IN CASA.
TUTTE LE MAFIE DEL MONDO HANNO
TROVATO IN EUROPA,MA IN 
PARTICOLARE IN ITALIA IL LORO 
PERFETTO HABITAT.
ANCHE DOVESSERO ARRIVARE GLI 
ALLIENI,LA PRIMA DELEGAZIONE CHE 
DOVESSE SBARCARE SAREBBE DI
SICURO DI "MAFIOSI MARZIANI".
LA TECNOLOGIA PER "COLLEGARSI"
CON I NOSTRI APPARATI BUROCRATICI
SAREBBE PER LORO UN GIOCO DA
RAGAZZI.


mercoledì 11 giugno 2014

CEMENTO.....

Tav, mobilitazioni in tutta Italia contro “le grandi opere inutili”

Tav, mobilitazioni in tutta Italia contro “le grandi opere inutili”

OMBARDIA

Lombardia soffocata dal cemento, la Regione accelera su una legge contro il consumo di suolo

Secondo i dati Legambiente in 50 anni abbiamo perso un quarto delle terre coltivabili. Il rapporto 2014 sul consumo di suolo propone nuove regole per arginare le cattiva gestione del territorio
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È stato presentato oggi, giovedì 5 giugno, il rapporto 2014 del Centro ricerca sui consumi di suolo.
Uno studio realizzato da Legambiente, dall'Istituto nazionale di Urbanistica e dal Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano. Il rapporto, pubblicato grazie al contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, rappresenta un esempio di sinergia positiva tra enti ed istituzioni diverse, accomunate da un unico obbiettivo: fornire una risposta efficace al consumo di suolo. Un tema su cui Legambiente aveva avanzato un disegno di legge di iniziativa popolare nel 2009 e che vede ora in prima fila anche tre Regioni italiane, Lombardia, Veneto e Toscana.

Nello specifico il rapporto non si concentra sui numeri, bensì sulle politiche, sulle proposte e sugli orientamenti emergenti nelle tre regioni in cui la discussione sul consumo di suolo ha acquisito sostanza e spessore istituzionale. In Toscana e Lombardia infatti l'elaborazione dei testi di legge sull'argomento procede a passo spedito. In particolare in Lombardia il progetto di legge nato su impulso della maggioranza e ora all'esame della Commissione Territorio del Consiglio Regionale è atteso per le votazioni in aula nel prossimo mese di luglio.

«La proposta di legge lombarda introduce strumenti adeguati a scoraggiare il consumo di suolo, certo è che agire è divenuto un'urgenza, per questo la legge deve farsi carico da subito della regolazione degli usi del suolo e non aspettare che l'attuale ciclo di pianificazione si concluda - rilevaAndrea Arcidiacono, docente del Politecnico e membro del direttivo nazionale di INU - perchè mentre noi discutiamo, i comuni continuano a pianificare enormi sacrifici di suolo. Basti pensare che nei PGT approvati fino a inizio 2014 sono previste urbanizzazioni su oltre 41.000 ettari di suoli liberi: un valore ancora più alto di quello realmente registrato nell'ultimo decennio e che non può essere dato per acquisito».

Da Legamabiente fanno sapere che è ingeneroso scaricare tutte le responsabilità sugli enti locali, perchè in tempi di depressione del mercato immobiliare, i maggiori propulsori di consumo di suolo sono a livello di organi centrali, Stato e Regioni, che, attraverso programmi di infrastrutture, soprattutto strade e autostrade, determinano un' elvata urbanizzazione del territorio a cui si somma quella indotta dalle scelte urbanistiche locali.
«Finchè i suoli liberi continueranno a costituire gli spazi più redditizi per localizzare interventi immobiliari, parlare di rigenerazione urbana o di edilizia del recupero resterà poco più che un esercizio retorico - conclude Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - davvero sarebbe inconcepibile che l'atteso nuovo ciclo dell'edilizia riproponesse lo spreco di spazi e di risorse territoriali che lo ha contraddistinto nell'ultimo cinquantennio, in cui la Lombardia ha perso un quarto delle sue terre coltivate, invece che recuperare il tantissimo dismesso che c'è nelle città e farne occasione di rilancio, qualificazione e competitività dell'intera infrastruttura urbana presente nella nostra Regione». 
5/06/2014
lL'ITALIA E' SEMPRE DI PIU' UNA NAZIONE

FONDATA SUL CEMENTO ( MAGARI
 
ANCHE DI DUBBIA QUALITA')

MA ANCHE DA  "DUBBI"  DI CHIARA ED 

EVIDENTE QUALITA'.